immagine testata

Storia parrocchia

Storia della parrocchia

(Da un resoconto di don Giulio Foschini del 1980)

 

L’erezione della parrocchia

L’erezione di questa nuova parrocchia è dovuta alla sollecitudine pastorale del vescovo di Faenza, allora Mons. Giuseppe Battaglia. Subito fin da quando si profilò la creazione del nuovo quartiere, il Vescovo Battaglia comprò un bel lotto di terreno in via Dal Pozzo, finanziandolo con la vendita di due fabbricati urbani del benefizio della parrocchia dei Servi di Faenza.

 

Il progetto

II progetto del fabbricato fu affidato all’ingegner Domenico Sandri di Roma, per chiesa canonica, sacrestia, sala di arredi sacri, campanile ed una sala parrocchiale; il Vescovo, liquidandolo, si riservò piena libertà per l’attuazione del progetto.Le linee interne della chiesa hanno come motivo fondamentale un arco molto steso, poggiato su pilastri di arenaria segnati in segmenti. Il motivo di questo arco ricorre ben quaranta volte e dona a tutto l’interno una singolare armonia. Sarà ripreso anche nelle rifiniture.

 

L’attuazione

L’attuazione fu affidata dal Vescovo all’impresa edile Giuseppe Bentini di Faenza. Per essa il governo diede un contributo di una quarantina di milioni, per la costruzione del solo rustico, che escludeva pavimenti, intonaci, infissi interni, tinteggiature, impianti di acqua, luce, gas, vetrate, docce, recensione e sistemazione del terreno circostante ed il campanile.

I lavori, iniziati nell’ottobre dei 1959, durarono un anno. Furono condotti con molto impegno e buona tecnica e non hanno finora fatto difetto. La chiesa misura sommariamente m. 40 x 25 per tre navate.

 

Il nuovo parroco

Il riconoscimento civile della nuova parrocchia avvenne nel Febbraio dei 1960. In detto mese veniva nominato il nuovo parroco, Don Giulio Foschini, che ne prendeva possesso canonico subito, in forma privata, mentre ancora erano in piedi i lavori.

 

Le prime rifiniture e gli arredi

Le prime rifiniture furono l’intonaco interno, il soffitto, gli infissi, la pavimentazione della canonica, la tinteggiatura, il grezzo dell’altare maggiore, il garage, la cantina e relativi ambienti nel piano superiore, tutto a spesa del parroco, compresi gli impianti di luce, acqua, riscaldamento e gas. Questi lavori murari furono eseguiti sempre dalla ditta Bentini Giuseppe. Gli impianti elettrici ed affini, da Achille Dapporto.

Come arredi vennero subito i banchi, i confessionali, e più tardi i tamburi delle porte laterali, tutti eseguiti dall’ebanisteria Fratelli Mirri di Solarolo. Gli arredi sacri e di sacrestia, in parte furono comprati nuovi, in parte donati dalla Santa sede e da persone generose.

 

Il soffitto

Il progetto della chiesa prevedeva un tetto a capriate di cemento armato. Per difficoltà tecniche sorte nella esecuzione dei lavori, per facilitare il riscaldamento del grande vano e le pulizie del tetto, il primo parroco propose l’attuale soffitto che ebbe la superiore approvazione. Per la parte in legname, intelaiatura e montaggio, fu affidato sempre alla dittta Giuseppe Bentini. La parte pittorica la compì il pittore faentino Gaetano Dalmonte. Il soffitto a cassettoni, in sei campate, si compone di ben 288 specchi su cui sono stati rappresentati altrettante figurazioni simboleggianti avvenimenti del Vecchio e Nuovo Testamento, l’anno liturgico, la preghiera di Padre Nostro, i Sacramenti le Litanie della Madonna, gli stemmi delle persone interessate ai lavori. Si legge partendo dal primo quadro a destra e seguendo in forma bustrofedica.

 

L’apertura al culto

Tutto questo era già attuato quando la chiesa venne aperta al culto per l’ingresso del primo parroco, presentato ai fedeli dal Priore dei Parroci Mons. Giovanni Venturi, parroco di S. Savino. Questo avvenne il pomeriggio del 20 Ottobre I960, presente grande folla di persone venute da Gaiano, da dove proveniva il parroco, e da S. Giuseppe, in una confusione indescrivibile, specialmente per la presenza di innumerevoli ragazzi.

In quel momento in chiesa vi era un crocifisso acquistato dal parroco dal rigattiere Vigna, ora sopra la porta d’ingresso, e la statua di S. Giuseppe, opera di Gaetano Dalmonte e dono della maestra Anna Paganini. Più i banchi ed i confessionali ed una balaustra in legno, dono della ditta Bentini.

 

La statua della Madonna della Pace

Due giorni dopo l’ingresso, il parroco era convocato dall’antiquario Ossani Vincenzo che aveva il suo magazzino in via Castellani. Questi gli offrì gratuitamente una statua della Madonna, purché fosse messa nella nuova chiesa. Una bella statua in cartone romano, ben conservata, con in mano lo scettro. Disse che proveniva da Modena ed era un pregiato settecento. Il parroco al Vescovo di metterla come Patrona Celeste della parrocchia, sotto il titolo di Madonna della Pace [in realtà la lo scettro è l’icona di Maria Ausiliatrice]. “Benissimo, soggiunse il Vescovo, di pace ve ne è sempre bisogno; quindi sarà sempre di attualità” e la sera seguente volle venire in persona a benedirla, alla presenza dei fedeli che numerosi convenivano in chiesa per la pratica della recita del Rosario, in seguito per la pratica dell’Anno Mariano, davanti a questa immagine, si fece la consacrazione della parrocchia al Cuore Immacolato di Maria, come si era fatto in tutte le parrocchie e si redasse un verbale, che fu portato in Archivio Vescovile. Davanti ad essa si svolgeva il Mese di Maggio e quello di Ottobre. Con questa immagine si fecero le Rogazioni, portandola in processione per tutta la parrocchia, finché fu possibile; per essa fu fissata una festa solenne la terza Domenica di Ottobre e vi intervenne sempre il Vescovo. Ora è collocata in sacrestia.

L’anno dopo, la signorina maestra Anna Paganini regalava una statua di Maria Immacolata, da cui prendevano la denominazione le Associazioni Cattoliche parrocchiali femminili, opera sempre di Gaetano Dalmonte.

Queste associazioni si erano formate ed organizzate subito al completo, in tutti i rami, una sera della stessa settimana, in una grandiosa assemblea tenuta in chiesa: vi furono circa 240 iscritti che si misero subito al lavoro, per organizzare la parrocchia, specialmente per la dottrina ai fanciulli e la loro assistenza alla messa domenicale.

 

L’inaugurazione

L’inaugurazione solenne della nuova chiesa si fece la Domenica seguente, alle ore 11, con l’intervento dell’onorevole Benigno Zaccagnini, allora Ministro dei Lavori Pubblici, il Vescovo G. Battaglia che celebrò la Messa, il Prefetto della Provincia, il Sindaco di Faenza e tutte le autorità. Il sagrato era tutto una pozzanghera ed il recinto un filo spinato cadente. Da allora cominciò il lungo cammino delle rifiniture.

 

1961

Il presbiterio. Si è fatto il pavimento del Presbiterio, in Travertino, più i coretti e la sacrestia in marmette. Nello stesso anno si è messo l’impianto degli altoparlanti e fatto i marciapiedi in cemento davanti alla chiesa con la relativa recinzione, con un muretto e la cancellata in ferro.

 

1962

S. Anna e S. Rita. I due quadri di queste sante, opera di Sergio Saviotti, sono stati collocati durante il mese di Maggio. Il pittore, allora parrocchiano, ha usato come modella la sua fidanzata.

Il pavimento. Tutto il Pavimento della chiesa è stato messo in opera durante l’estate.

Il riscaldamento. L’impianto è stato attuato per la chiesa e sacrestia, durante l’autunno dalla Ditta Visani Isotermo. Nel contempo si è provveduto a tutti gli arredi sacri e ai mobili di sacrestia.

 

1963

Il Battistero. Ha ricevuto nel corso dell’anno la sua sistemazione con la collocazione del quadro della Samaritana al Pozzo, opera della dilettante Prof. Maria Merini di Solarolo. Sullo sfondo, S. Leo.

Il Calvario in fondo all’Abside. Questa bella e ben liturgica decorazione è stata attuata nell’Agosto di quest’anno. L’opera è di Gaetano DalMonte, con cui il parroco discusse a lungo sulla sua impostazione.

 

1964

Il Campanile. Questo è stato inaugurato, senza solennità il 19 luglio. Il Governo italiano non finanzia in via ordinaria i campanili delle parrocchie. Quando l’on. Zaccagnini venne ad inaugurare la chiesa, richiesta del parroco, promise un finanziamento sopra l’economia di un altro lavoro. Qualche mese dopo arrivò un finanziamento di 6 milioni. Erano pochi, le pratiche furono lunghe, i prezzi crescevano sempre; così si perdette tempo e si dovettero ridurre le dimensioni previste originariamente. Fu subito dotato delle sue 4 campane che erano state preventivate da tempo. Impresa edile Rava Adelmo di Reda.

Il campanile è dotato di quattro campane fuse dalla ditta DE POLI  di Vittorio Veneto nel 1964, anno del Concilio Ecumenico Vaticano II

La campana più grande: è dedicata a MARIA REGINA DELLA PACE. Ha raffigurate immagini di Maria Assunta in cielo, Maria in trono, S Antonio Abate.

La campana media-grande: è dedicata a GESÙCROCEFISSO e a S. GIUSEPPE. Ha raffigurate immagini di crocifissione, S. Giuseppe, Gesù risorto, Giuseppe falegname.

La campana media-piccola: è dedicata a S. ANNA. Ha raffigurate immagini di Anna con Maria bambina e di S. Gioacchino

La campana piccola: è dedicata a S. Rita da Cascia. Ha raffigurate immagini della Santa con la rosa, con la spina, con il crocefisso.

Sono state elettrificate tutte e quattro con suono a distesa, e la grande anche con suono a tocchi, dalla ditta CAPANNI cav. uff. PAOLO s.n.c. di CASTELNUOVO NE' MONTI.

 

1965

L’altare maggiore ed il tabernacolo. L’altare maggiore è stato rinnovato per il Natale. Il rivestimento è in marmo e ceramica di Gaetano Dal monte. Il tabernacolo è in marmo. Tutto il lavoro in marmo è stato eseguito dalla S.A.M., una ditta di Faenza. La cassetta e la porta del tabernacolo è opera dell’Orefice Lusa Quinto.

La Balaustra. La Balaustra che separava presbiterio e navata, in marmo e pietra serena di Marradi, fu essa pure attuata dalla S.A.M. Si è fatto anche il Rivestimento della facciata della chiesa, il pavimento del porticato e l’asfaltatura del sagrato.

Si sono pure aggiunte due salette alla sala parrocchiale.

25 Luglio 1965 - Consacrazione della chiesa. La solenne consacrazione della chiesa si è fatta al pomeriggio del 25 luglio, giorno di domenica, con inizio della funzione alle ore 16,30, per il ministero di Mons. Vescovo Giuseppe Battaglia.

 

1966

S. Antonio di Padova. Questo quadro è stata la prima realizzazione del 1966. Il Saviotti ha usato come modello del Bambino Gesù il suo figlio.

 

1967

Papa Giovanni XXIII. Era stato sotto il suo Pontificato che era sorta la nuova parrocchia, in pieno Concilio Vaticano II. Anche questo è opera di Sergio Saviotti che molto si affaticò per includere nel quadro la rappresentazione dello stesso Concilio.

S. Maria Maddalena. Il pensiero che la notte della morte di Cristo, la Maddalena tornasse tutta sola sul Calvario, ha dato origine al quadro dedicato a questa Santa, realizzato sempre da Sergio Saviotti al termine di questo anno.

I candelabri in ferro battuto. Dall’idea che l’altare rappresenta il corpo di Cristo, quindi deve essere libero il più possibile da ogni utensile, nacque l’idea di fare sei candelieri in ferro battuto, opera dell’artigiano Zauli Urbano.

 

1968

Le aule per il catechismo. Fin da quest’anno è iniziata la costruzione delle cinque camere per la Dottrina Cristiana, costruzione che si protrae per molti mesi. Vi è unito anche un loggiato, per quando piove, ed un completo servizio di gabinetti.

 

1969

Il Teatro. Una prima preoccupazione per la funzionalità della parrocchia è stata la realizzazione di una sala parrocchiale grande, con funzione anche di teatro. Un primo progetto risale al 1961. Ma era solo una speranza perché non si sapeva dove collocarlo, senza manomettere il cortile che serve anche da campo sportivo. La speranza diventò certezza, quando l’Ente Autonomo Provinciale per le Case Popolari di Ravenna, nel 1964, vendette alla parrocchia il lotto di terreno posto in via Cantagalli. Si rinnovò il progetto 3 volte, si chiese il contributo dello Stato; si avviarono le pratiche per l’asta pubblica e finalmente, nel 1968, fra una montagna di difficoltà, si poterono avviare i lavori che terminarono felicemente nel 1969. Il lavoro è risultato completo sia per la parte tecnica che estetica ed è un buon strumento di vita pastorale, a saperlo usare. Impresa edile Brini Berto di Lugo.

S. Francesco di Assisi. Anche questo quadro è opera di Sergio Saviotti. Ci si è inspirati al Poemetto di G. Pascoli: S. Francesco appare al pittore per rimproverargli il suo poco spirito francescano. Il Saviotti vi ha messo il suo ritratto.

La casa del cappellano. Questo modesto edificio è nato dalia persuasione che presso ogni chiesa di parrocchia numerosa, dovrebbe esserci una casetta per la decorosa abitazione di un sacerdote che, giovane od anziano, fosse di aiuto in parrocchia e potesse avere una vita decorosamente indipendente. Impresa edile Antonio e Terzo Zauli.

 

 

 

 

SONO PROSEGUITI AD OPERA DEI PARROCI I SEGUENTI LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE:

durante il mandato di don Dionisio Vittorietti (1973-1995)

- il consolidamento della cella campanaria

- il nuovo impianto audio della Chiesa

- diversi interventi in teatro

- la ristrutturazione delle abitazioni in via Cantagalli 2

- la tinteggiatura interna della Chiesa

- l’impianto di illuminazione della Chiesa

- rampa di l’accesso alla Chiesa

 

 

durante il mandato di don Ugo Facchini (1995-1998)

- ristrutturazione della canonica

- nuova copertura del tetto della Chiesa e intonaco esterno delle pareti laterali della Chiesa (1996)

- arredamento della Chiesina invernale

 

durante il mandato di don Tarcisio Dalle Fabbriche (1998-2007)

- nuovi servizio igienici in teatro (1998)

- sostituzione delle poltroncine del teatro (1998)

- illuminazione del campo sportivo (1998)

- imbottitura degli inginocchiatoi della Chiesa (1999)

- nuovi banchi della Chiesina invernale (1999)

- automazione di programmazione del riscaldamento della Chiesa e Teatro (1999)

- ceramica di Vitali sulla lunetta del portone di ingresso della Chiesa (il giubileo) (2000)

- rampa anti-handicap per l'accesso al Circolo (2002)

- nuovo ripostiglio per il teatro (2002)

- ceramica nella Chiesina invernale (Angelo custode) (2003)

- completamento dei banchi della Chiesa (10 panche) (2003)

- nuove fognature e nuovo piazzale antistante la Chiesa e Circolo (2004)

- nuova cucina del Circolo (2003-2004)

- nuova imbiancatura esterna dell'abside (2006)

- innalzamento della rete del campo sportivo lato via Medaglie d'Oro (primavera 2007)

- tinteggiatura della sala del circolo ANSPI (agosto 2007)

- nuovi arredi (tavoli e sedie) della sala del circolo (agosto 2007)